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LUIGI PEROTTI

ARTE E TECNICA COME FARE
 
 
 
 
 
 


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Attivo dal : 09/05/2011


 

ARTE  e TECNICA come FARE

 
 



Aprile 2011  _____  L'Artista

Luigi Perotti
e la tavolozza dei marmi

Il mosaico come forma espressiva   


" ANGELICA CHE CORRE VERSO LA GIOIA"

I mosaico è sempre stato ed è tuttora praticato come strumento di
addizione di frammenti regolari che insieme, come in un puzzle,
compongono un'immagine, contornata da segni marginali solitamente
netti; è quindi un'antichissima tecnica che richiede capacità disegnativa,
materiali adeguati non facilmente reperibili e soprattutto un
procedimento di scelta accurata e di preparazione delle tessere.

In questo il termine mosaico rimanda all'etimo originario greco di opera
dedicata alle Muse, protettrici delle arti, un ornamento per i loro luoghi
di culto. I romani conseguentemente lo chiamarono opus
musivum in pietre naturali e lo impiegarono sistematicamente come
rivestimento pavimentale per la sua stabilità e la sua resistenza all'acqua;
i bizantini esaltarono l'uso parietale del mosaico con lamine d'oro nelle
basiliche per celebrare il Pantocratore e i personaggi divinizzati fino
ai sublimi esempi ravennati. In età medioevale, nei secoli
XI e XII, si incontrano alcuni grandi esempi di mosaico
pavimentale (dalla piacentina San Savino a San Colombano
di Bobbio alla cattedraledi Otranto), poi il mosaico resistette
solo a Venezia con il ricorso alle tessere di vetro colorato, in cui i muranesi
erano onnipotenti. Intanto l'affresco, la tempera su tavola e l'olio su tela
presero progressivamente posto in tutte le rappresentazioni e
le decorazioni artistiche e il mosaico fu confinato a reperto archeologico.
Rispuntò nei decenni del Liberty e dell'Art Déco, che rivitalizzarono tutte
le arti, e poi ritornò ancora e finora in disparte.


JACKLINE ALLA FINESTRA


 
 


Luigi Perotti, nato tra scultori e marmi, dopo una
formazione artistica di prim'ordine perfezionata con l'Accademia di Brera,
ha adottato il mosaico come forma espressiva e non decorativa e ne ha
creato, come dice lui, dei quadri, cioè tavole di marmo artistiche vere e
proprie, emancipate da qualsiasi funzione decorativa.
Ha riscattato il
mosaico dalla sua condizione di inferiorità caricandolo di valori artistici:
la forma dinamica come immagine fantastica, la policromia come
emozione, il rilievo delle pietre rare ed esotichecome scintillio luminoso.
Il suo mosaico è l'opposto del mosaico imparato nelle scuole e nei
laboratori di restauro, perchè è sostenuto da una passione comunicativa
irrefrenabile e su di esso egli riversa la sua sensibilità artistica.

Alcune opere recenti indicano già le diverse impostazioni prospettiche e
cromatiche, contraddistinte dalla raffinatezza estetica raggiunta attraverso
la combinazione sapiente delle proprietà e del fascino delle varie pietre
dure e dei marmi.
Ad esempio l'atmosfera distesa del Giardino, con la scena scalata su diversi
piani vialetto-poltrona-albero-balaustra, è ottenuta con una sinfonia di verdi
giada e di marroni, in cui sono incastonati alcuni luminosi quarzi bianchi
nelladonnina che legge, nella balaustra e nei fiori disseminati nel primo
piano; 'è una ricerca di tonalità equilibrata pur con l'esibizione di rossi
magnifici di diaspro e la presenza dell'onice, che crea con il suo colore
scuro la profondità del fondo.
Arriva il temporale è giocata su una cascata di pietre grandi e irregolari che
gonfiano il cielo e creano l'effetto nuvole e sulla tranquilla attesa della figura
femminile al balcone, che contempla, più che il temporale, i suoi bellissimi
colori che si estendono dal lapislazzulo al bianco e più delicatamente
dal rosa al viola.
Qui si vede che i materiali marmorei non sono posati in forme di
tessere o pietruzze ritagliate in modo regolare, ma come fossero
forti pennellate, con la densità del loro impasto
e la loro granulosa naturalezza.

In Angelica corre verso la gioia è posto in bella evidenza il corpo femminile
voluttuoso e proporzionato in un movimento che è accresciuto dai girali di
colori chiari, che creano un vortice e aumentano l'effetto dinamico, che
coinvolge anche i rami e le erbe in primo piano; una combinazione ben
studiata nella figurazione e nella coloritura nella rotazione delle gradazioni
dello spettro solare guizzanti sul piano di fondo.
In queste tre opere si misurano la qualità della forma espressiva e
dinamica e dell'anatomia aggraziata, difficilissima da costruire efficacemente
con le pietre, e la sapienza nella ricerca dei colori, nonché la disinvoltura
nell'aggregazione dei frammenti di diversaforma e spessore.

Luigi Perotti compone non con tessere regolari, come la
tradizione musiva ha sempre prescritto, ma con frammenti spezzati ogni
volta secondo la necessità e inseriti in quel piccolo spazio e solo in quello,
come un colpo di pennello che si accosta ad un altro
.
La sua risorsa artistica è proprio questa capacità di composizione a tocco,
senza regole tecniche prefissate e secondo un istintivo sentire verso ogni
specifico soggetto.
In un certo senso egli applica con il materiale lapideo il procedimento
divisionista tipico della pittura, per cui i punti di colore naturale, puro
o complementare, dati con i pezzetti dei marmi vengono unificati nella
percezione della retina e diventano insiemi cromatici unitari,
siano essi riferiti alla pellicola uniforme dell'atmosfera oppure siano
riferiti alla figura umana multiforme.


 
 






Ecco il perché di un suo omaggio a
MONET,
rivisitato nel soggetto amoroso, la scampagnata nella belle epoque in
controluce per l'ombra riportata in primo piano, e rivisitato nelle
impressioni del plein air e del paesaggio e del giardino,
frutto di emozioni visive.

Dunque il mosaico come campo di innumerevoli potenzialità espressive
sollecite alla creatività del giovane artista e alle sue visioni immaginate
e intitolate quasi sempre con una sola parola, che concentra la visione
e l'emozione. Rispetto alle ultime mostre si vedono altri passi avanti verso
una libertà compositiva e una vivacità espressiva sorprendenti.

Stefano Pronti

Quadrate ed uniformi, è passato a spezzettare le tessere in fatture diverse a
seconda dell'impiego nella figurazione, con contorni irregolari e talvolta
ricurvi, ma funzionali. Più che il disegno sono i colori che lo interessano,
e la loro grande forza suggestionante data dalla loro naturalezza: colori
che esistono solo allo stato naturale, immutabili da milioni di anni.
Vive e lavora a Piacenza con il padre scultore.


 
 

Cenni biografici

Luigi Perotti nasce a Piacenza nel 1969, studia a Parma diplomandosi
nel ramo di decorazione all'Istituto d'Arte Paolo Toschi. Prosegue
studiando a Milano presso L'Accademia di Belle Arti di Brera nella classe
di Scultura laureandosi con insegnanti di pregio come Alik Cavaliere,
Andrea Cascella e Nino Cassani.
Da anni si dedica al mosaico, usando
solo tessere di pietre naturali, come marmi policromi, pietre dure, pietre
preziose, quarzi, onici ed alabastri, spezzettandole a mano una ad una
ed esponendo le sue realizzazioni in varie Gallerie d'Arte. Nel 2008 è stato
invitato dal Comune ad esporre i suoi quadri nel Castello di San Giorgio
nella mostra Dipinti, Sculture,
Mosaici insieme al pittore Luciano Ricchetti e allo scultore Francesco Perotti,
a cura di Stefano Pronti. Nel 2009 viene chiamato a partecipare alla mostra
// Futurismo dopo IERI e dopo OGGI dall'associazione Amici dell'Arte
svolta alla Galleria Ricci Oddi. Le sue opere sono presenti in diverse case
private e nei luoghi di culto. Luigi ha un percorso artistico che guarda
all'antichità classica per cogliere le regole del mosaico romano, che era
impiegato principalmente nelle ville, nelle esedre e nelle terme.
Ma egli, riscoprendolo, ne assume e ne esalta la proprietà figurativa,
sperimenta le possibilità inesauribili di creare complesse immagini;
va oltre la potenzialità simbolica praticata dall'arte musiva medioevale,
affascinato dal movimento e dalla dolcezza degli impressionisti, guarda
a Klimt che gli ispira le capacità virtuali del colore e della linearità,
prende da Egon Schiele la forza nervosa del segno,
che organizza e rafforza le forme nell'area del riquadro.

La tecnica di Luigi si è evoluta, per cui dalle prime prove
di mosaico ornamentale, con tessere


Mosaico " TRASPARENZE"

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L'ARTISTA ESPONE IN
GRANDI OSPITI IN GALLERIA
VEDI MOSAICI


 
 

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